Kairos

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Ci fu il tempo del mito
tempo del gioco
tempo accaduto
tempo vissuto
Fra un pane caldo e un'epifania
risa di donne lungo una via
Un cerchio danzante

scopre le gambe
sotto la scia

di una veste cangiante
E intorno a tutto

l'odore del sacro
che non tollera incenso

né simulacro
Ma solo fiotti di vita feconda
che nell'amore profano sprofonda

Tea time

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
In punta di labbra
sorseggia il suo tè
cercando qualcosa
davanti a sé
e nel tendere verso
la cosa che ha perso
il collo proietta
passando attraverso
le corde vibranti
dell'universo

Presunti onesti

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)

Noi siam persone

oneste e sincere
noi siamo gente per bene...
Etici! Noi siamo etici,
empatici, simpatici.

pieni di valori!
Non è per giudicare, ma...
lei si dovrebbe vergognare
Non è da me lo giuro su di te!
Si fa per dire scherzavo su dai
non te la prendere
sei sempre il solito.

non cambi mai!
Non son razzista ma

son tutti uguali
è la cultura, son fatti così
La gente, che gente

c'è troppa gente
La gente è cattiva
la gente è invidiosa
che brutta gente!
Che bella gente!
Io non c'entro niente
io non so niente
non è successo niente
qui non succede mai niente!
Noi siam persone

oneste e sincere
noi siamo gente per bene...
Te l'avevo detto
non mi dai mai retta!
Fa' come ti pare
sei tutto tuo padre!
Io l'ho sempre detto
non mi dà mai retta!
Fa' come le pare
è tutta sua madre!
È giusto! È sbagliato!
In che mondo viviamo
non c'è più religione!
I giovani... son giovani!
Troppo giovani!

Che tempi, che tempi,

che tempi!

Che brutto tempo!

È colpa del tempo

La crisi... La crisi!

Ma che opportunità

è una calamità!

Peggio di così...

Mangiamoci un supplì

Disturbo?

Mi faccia il piacere

Mi fa lo scontrino?

Per carità!

Un altro grappino?

Noi siam persone

oneste e sincere

noi siamo gente per bene...

Io gli faccio causa

ne ho tutto il diritto!

No, non mi compete

mi prendo le ferie!

Gli uomini... tutti uguali

gli uomini di una volta

le donne di una volta

il cibo di una volta

l'aria di una volta

la vita di una volta...

C'era una volta

come l'altra volta

solo questa volta

è l'ultima volta

un ultimo sorso

un ultimo tiro

è l'ultima e poi smetto

mi metto in malattia!

Noi siam persone

oneste e sincere

Sembrava un tipo per bene...

Chi è il suo barbiere?

Regina

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Fu un istante e colta in fallo
la regina fu spiazzata dal cavallo
il suo cuore imbizzarrito
lanciò un lirico nitrito
e rimase catturata
da quel fascino un po' equino
che bel cavallino!
Ma un istinto sì selvaggio
la condusse allo sbaraglio
e cadde subito in ostaggio
di un amabile miraggio
perché mai un amore equino
si trattien fino al mattino
tocca e fugge via al galoppo
dopo l'ultimo rintocco
che dà inizio al nuovo giorno
e mai più farà ritorno
Inchiodata a quel ricordo
che ancor freme sul suo corpo
si concluderà la vita
di colei che fu regina
e che il sogno di una notte
portò presto alla rovina

Matrioska

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Dans le monde il y a une chambre
Hors de la chambre il y a le monde
Dans la chambre j’y suis moi
Hors de moi il y a la chambre
Dedans moi tu y es toi
Hors de toi j’y suis moi
Dedans toi j’y suis moi
Dedans moi tu y es toi
Hors de moi il y a la chambre
Dans la chambre j’y suis moi
Hors de la chambre il y a le monde
Dans le monde il y a la chambre
Dans le monde il y a une chambre
Hors de la chambre il y a le monde
Dans la chambre j’y suis moi
Hors de moi il y a la chambre
Dedans moi tu y es toi
Dedans moi tu y es toi
Hors de moi il y a la chambre
Dans la chambre j’y suis moi
Hors de la chambre il y a le monde
Dans le monde il y a la chambre
Hors du monde il y a…

traduzione

La piovra
(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Sulla city incombe un’ombra
ha l’aspetto di un giullare
ma in realtà, a ben guardare
sembra più un tentacolare
C’è chi pensa sia un abbaglio
un inganno collettivo
ma si espande a macchia d’olio
come il virus più aggressivo
Per chi sa vedere oltre
la realtà più manifesta
la sinistra mascherina
è una devastante mina
e minaccia gli abitanti
che passeggiano incuranti
In quel mondo popolato
da legioni di demòni
quel giullare è detto “piovra”
è uno spirito potente
che su tutto e tutti incombe
influenza decisioni
alleanze, posizioni
tira i fili e ben si cela
nei sistemi di potere
che manovran lo scacchiere
Apparati religiosi, economici
massoni, gruppi paramilitari
terroristico-statali, lobby, club
corporazioni di politici e mafiosi
che da sempre odiano l’uomo
e lo spingono al suicidio
o progettano ogni giorno
qualche nuovo genocidio
L’importante è cancellare
la sua impronta dalla terra
con la scusa dell’ambiente
o con una nuova guerra
Tutto questo accanimento
contro l’uomo e il suo destino
è guidato da un nemico
che non tollera l’umano
perché è nato dal divino
e fra tutte le creature
di sicuro è la più bella
con un potenziale innato
che se fosse liberato
ne farebbe un gran sovrano

Lasciami andare

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Lasciami andare
Dove non c’è più terra,

dove non c’è più mare
Lasciami andare

dove non c’è più male
Dove le mani trattengono il tempo
dove si ferma la furia del vento
dove l’amico che credevi morto
è ancora vivo e ride nell’orto
Lasciami andare
dove non c’è più terra,

dove non c’è più mare
Lasciami andare

dove non c’è più male
Dove il sangue è solo un colore
dove si gioca e nessuno muore
dove io sono anche se non ci penso
dove finisce la ricerca di un senso
Dove le bocche non cercano il pane
dove la sete si scioglie in un fiume
dove la rabbia non morde più il cuore
dove ogni lacrima si asciuga al sole
dove sparisce quel brutto ricordo
dove non sento il dolore del corpo
dove l’onore non è più un valore
perché la gloria

è in un gesto d’amore
Lasciami andare
dove non c’è più terra,

dove non c’è più mare...
Dove il sentire non fa più paura
dove ogni parola ritorna pura
dove ogni storia è senza un finale
dove l’amare non fa più male
Lasciami andare
Dove non c’è più terra,

dove non c’è più mare
Lasciami andare

dove non c’è più male
dove non c’è più male
Dove non c'è...

Swingin' smile

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Non son quieta ma monella
non poeta, menestrella
non son roccia ma nutella
non attrice ma pagliaccio
non son seria né di ghiaccio
Non sono architetto ma giostraia
non sono scrittrice ma parolaia
non santa ma consolatrice
non profondità ma superficie
Non son tanto ma neanche poco
e tutto ciò che io non sono
servirà pure a qualcuno
fosse solo per un sorriso
che si stampa sopra un viso
e riaccende la speranza
per me questo è già abbastanza

Mediterraneo

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Messogheios
Mediterraneo, luogo del mito
ove ogni gesto è lento e scandito
dove la luce disegna le ombre
scioglie i confini

e in sé tutto accoglie
Mediterraneo, culla del logos
che si fa storia di lacrime e sangue
dove la vita si tira a sorte
e l'onda lunga cancella le orme
ma poi si ferma davanti alle porte
e come un angelo sterminatore
salva soltanto il pescatore
Mediterraneo paesaggio di pietra
dove fra pieghe di marmi esangui
uomini e donne

non fanno che amarsi
e si ripetono il gesto più antico
nel rituale di un bacio furtivo
sopra la timida pelle salata
di una fanciulla già innamorata

Pesciolino

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Pesciolino, pesciolino
non volevo farti male
ho lanciato solo un “amo”
e nel più profondo amare
Tu nuotavi fra i coralli
quando un lampo luminoso
ti ha deviato dal cammino
con il suo bel moto ondoso
Era un ciondolo d'argento
penzolava malizioso
pronto per l'agganciamento
sulla punta, un zuccherino
dal sapore sopraffino
stimolava l'acquolino
L'hai seguito per un'ora
prima di gettarti sopra
quell'oggetto singolare
che si rivelò fatale
A quel punto il mulinello
cominciò a girar veloce
io recuperai la lenza
che tiravi con potenza
e dall'acqua emerse un pesce
più che mai spettacolare
uno splendido esemplare!
Ci pensai qualche secondo
giusto il tempo di capire
che quel pesce nel mio mondo
ci finiva per morire
E la decisione presa
fu di rigettarlo in mare
dove naufraga il dolore
e l'amor non fa più male

L'angelo sterminatore

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Un’estate messicana
calda, umida e spietata
un interno alto borghese
dove non si bada a spese
tra un ventaglio ed un sorbetto
il banchetto era perfetto
e la mise delle signore
in filato di cotone
s’intonava a buon ragione
con la moda di stagione
che non tollera il maglione
Ma poi accadde un fatto strano
la vetrata di murano
che brillava sotto il sole
si oscurò senza ragione
vi prestarono attenzione
solo un paio di signore
più sensibili e paurose
ma dimentiche del fatto
seguitorno a far salotto
e a ignorar che da lì a poco
si sarebbe scatenato
un quarantotto
La più grande regressione
della società “migliore”
che li vide accovacciarsi
come bestie nel salone
annusandosi le suole
o fin sotto le sottane
per cercar nel primordiale
relazioni vere e sane
che rompessero i costumi
della maschera sociale
Poi un profumo ammaliatore
si diffuse per due ore
saturando le narici
di quei poveri infelici
forse la provocazione
di un crudele angelo sterminatore
inviato dal Signore?
Non si salverà nessuno
non per mano di qualcuno
ma per semplice estinzione
di una classe senza cuore
borghesia in putrefazione
che lo stesso Dio creatore
più non degna d’attenzione
Ed immuni dai processi
resteranno rei inconfessi
prigionieri di  sé stessi

Dammi una parola

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
Apri la bocca e dammi una parola
una parola a caso
Apri la bocca e dammi una parola
una parola sola
Apri la bocca e dammi una parola
lanciala in vetta al mio Par-naso
Dove ci aspetta l’aurora
fra liriche d'amore
e scoppi di risata sotto le lenzuola
ci aspetta l’aurora
Dammi una parola
un'altra ancora
ci vestirò il mio cuore nudo
finché col tuo sarà un tutt'uno
Dammi una parola
un'altra ancora
che senza interrogarmi
mi consola
Dammi una parola
un'altra ancora
ci scriverò una storia che innamora
E dentro la sua trama
come fosse la mia prole
custodirò il tuo raccolto di parole

I am

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)
I’m shape, I’m line and color
I am a surface and space
I’m matter, I am love
I’m taste and I am smell
I’m a figure on a background
I’m a reality without an outline
And the boundaries of my body
Are the threshold
Between me and the world

traduzione

L'ostaggio

(D. Maurizi - M. Wernli 2019)

Una bella mattina di maggio
dalla sveglia un trillo selvaggio
lancio un pugno e mi faccio coraggio
apro gli occhi e mi trovo in ostaggio
Ma nella stanza non c’è nessuno
oltre me stessa e il mio gatto Bruno
Non posso muovere neanche un dito
sono inchiodata e trattengo il respiro
nessuno è entrato, la porta è blindata
e allor perché mi ritrovo legata?
Sale l’angoscia
e un pensiero inquietante
mi salta in testa

improvviso e strisciante
se non v’è traccia del sequestratore
chi mai può essere il vile autore
senza uno scopo di estorsione?
Riesco appena ad alzare la testa
e nello specchio mi vedo riflessa
è in quell’istante

che prendo coscienza
d'essere ostaggio di me stessa

L'amuri

(musica: anon., testo: lib. ad. D. Maurizi 2019)

L’amuri,,,

Como sencza la vita

poi campare

Como poi sencza core

ben volire

Como sencza anima

te poi salvare

Como poi sencza l’occhie

ben vedire

Como sencza la lingua

poi parlare

Como poi sensa

corpore tenire

Como sencza de te

porraggiu stare

Se tu m’hai datu

l’essere e l’avire

In te io vivo e moro

allu peccato

Ero legato e ho

sciotu le catene

So’ sempre in pace

e nun c’è chi m’offende

È lu Signore mio

che ma difende

A chi me vole male

lo disperde

E pe’ grazia de Dio

trovai l’amuri

È ‘na fijola cu

dui occhi neri

Teneva pronto già

nu liettu a sposa

Co’ dui cuscini fatti

a fronne e rosa

E quanno a fianco a me

lei s’addormenta

O core mio ringrazia

sempre Iddio

Pe’ chisto dico

amore amore amore

Amor te sempre

benedica Dio

 L’amore...

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