SI FA PER DIRE - CONCEPT

 "Si fa per dire" è un modo di dire che a volte giustifica la gratuità delle parole e il loro uso forzato o superficiale. Ma sta anche a ricordarci che si può agire per dare un significato all'esistenza attraverso la comunicazione e la relazione (superando il fare finalizzato al produrre), e che ogni azione ha un significato, perché dietro il fare c'è sempre un'intenzione significante, non si sfugge alla dittatura del significato. Soprattutto nella nostra cultura occidentale, dove per esistere dobbiamo sempre significare qualcosa per qualcuno, avere un significato riconosciuto da altri, che spesso si identifica erroneamente con un ruolo sociale.

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Ma l'aspettativa del significato può essere insidiosa e indurre contenuti preconfezionati per riempire il vuoto di senso dell'esistenza o, nel peggiore dei casi, condizionarla. Pensiamo alla fabbrica dell'opinione e del consenso e all'uso manipolatorio della parola. La maggior parte dei conflitti (esterni o interiori) nasce dalle parole che scegliamo di usare, per questo nel nostro spettacolo il tema della parola è molto presente, così come il tema dello svuotamento della parola sotto forma di luoghi comuni (in Presunti onesti). In questo inquinamento semantico, un intervallo di senso, un vuoto di significato, possono aprire una visione altra, capace di cogliere nuove e più autentiche relazioni tra noi e il mondo.

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Per quanto ci riguarda, noi rispondiamo all'insensata ricerca del senso col non senso dell'ironia, e spesso alla domanda: “di cosa parla il vostro spettacolo?” ci limitiamo a elencare un po' provocatoriamente cose fattuali, meri oggetti: pane caldo, regine senza cavallo, piovre, pesci, cuori nudi, ventagli e sorbetti, angeli sterminatori, matrioske spaziali, sottane al vento, superfici e profondità. Le cose parlano da sé, il resto, le emozioni, sono vita vissuta, non raccontata. Anche l'azione parla da sé, e tutto ciò che si fa, lo si fa per dire delle cose, cose di tutti, cose che fanno tutti, cose che si fanno per dire cose, che si fanno per dire cose, che si fanno per dire cose... che a volte è meglio non dire, ma è meglio cantare. Si fa per dire.

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Daniela Maurizi 

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