SOTTOSOPRA

Apro gli occhi, guardo l’ora, ed è tutto sottosopra, la parete è un pavimento, la seduta una spalliera, la finestra verticale ora è un nastro orizzontale! Non c’è più una cosa a posto, neanche io mi riconosco, non riesco neanche a urlare e mi vien da vomitare. Guardo intorno e non capisco se la stanza è rivoltata o son io la rovesciata, e sul filo del dilemma, mi soffermo ad osservare questo spazio all’incontrario, che non è poi tanto male. Ribaltando la visione vivo un’altra dimensione, che apre la mia percezione a una sfera più interiore, dove c’è la pura essenza dell’umana mia presenza. 0

foto di e con E. Usdin

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